Singoli architetti e studi di architettura
Tutti i libri di Singoli architetti e studi di architettura - Pagina 134
Luoghi dell'abitare. Tham & Videgård Arkitekter. Ediz. italiana e inglese
a cura di R. Butini
editore: Libria
pagine: 184
Il volume presenta il lavoro dello studio svedese Tham & Videgård Architekter con una raccolta di progetti dedicati al tema
Inspiration and process in architecture. Alberto Kalach
a cura di F. Serrazanetti , M. Schubert
editore: Moleskine
pagine: 144
Inspiration and process in architecture. Bolles+Wilson
a cura di F. Serrazanetti , M. Schubert
editore: Moleskine
pagine: 144
Inspiration and process in architecture. Zaha Hadid
a cura di F. Serrazanetti , M. Schubert
editore: Moleskine
pagine: 144
Appunti sul costruire. Attualità di Giuseppe Pagano
Claudio Sangiorgi
editore: Maggioli Editore
pagine: 154
La tecnologia, insieme all'immagine mediatica, è la grande protagonista dell'architettura contemporanea, quale essa diffusamen
Modernità ai margini. Ettore Stella. 1915-1951
Luigi Acito
editore: Mondadori Electa
pagine: 121
Tra i protagonisti della stagione più affascinante e vivace dell'urbanistica e dell'architettura nella Matera del dopoguerra, Ettore Stella, architetto materano, testimonia, con le sue opere e i suoi progetti, il clima e lo spirito di rinnovamento e di riscatto che animava a quel tempo la città dei Sassi. Laureatosi presso la Facoltà di Architettura di Roma, dopo gli anni della guerra e un periodo di apprendistato nello studio romano di Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti, Stella fa ritorno a Matera per portare il suo contributo professionale e umano alla rinascita della città. Sue, infatti, sono le prime denunce sulle inumane condizioni di vita degli abitanti dei Sassi. La sua opera per la modernizzazione della città risulta tanto più coraggiosa e audace se solo si rifletta sulle condizioni di emarginazione di Matera nel tempo della sua breve esistenza. In questo ambiente egli introduce la nuova architettura, i nuovi fermenti e le nuove istanze del modernismo internazionale. Le lodi tessute per lui da Giuseppe Pagano sulle pagine di "Casabella", l'incoraggiamento di Bruno Zevi, l'amicizia di Adriano Olivetti aprono a Stella un futuro di tutto prestigio in una città che, ad onta delle sue difficoltà, sembra offrire serie possibilità all'architettura moderna. È a Matera che si sta organizzando un vero e proprio laboratorio nel campo delle ricerche urbanistiche ed architettoniche e Stella, ne è un pioniere. Il libro è accompagnato da una prefazione di Marco Mulazzani.
Luigi Trezza architetto veronese. Il viaggio in Italia (1795)
Paolo Carpeggiani , Laura Giacomini
editore: Maggioli Editore
pagine: 270
Il volume, introdotto da saggi sulla figura del Trezza e sul tema del viaggio riguardo agli architetti del tempo, offre una de
Luigi Molinis. Niente centrini sul televisore
a cura di I. Boscariol , M. Minuz
editore: Silvana
pagine: 112
Luigi Molinis (Udine, 1940) è un punto di riferimento per il mondo accademico e intellettuale friulano nell'ambito del design e della progettazione, ma la sua influenza va ben oltre i confini della regione in cui tuttora vive e lavora. Grazie a una straordinaria capacità espressiva versatile e originale, nel corso degli anni Molinis ha abbracciato diversi settori professionali, spaziando fra architettura, design, pittura, disegno, fumetto e poesia. In ognuna di queste esperienze ha raggiunto livelli altissimi fin dalla sua prima creazione, la serie di televisori realizzati nel 1970 per Sèleco, caratterizzati da forme morbide e dai colori intensi, ammiccanti al casco dei cosmonauti - icone dell'immaginario collettivo - che avrebbero fatto tramontare per sempre l'usanza di appoggiarci sopra i centrini ricamati. Il volume, dal taglio monografico, costituisce un'occasione per conoscere la sua vasta produzione e coglierne le profonde connessioni interne ed è un'opportunità per presentare lo spessore culturale e la visionarietà di questo progettista.
Oltre un rettangolo di cielo. Interni milanesi di Giulio Minoletti
a cura di M. C. Loi , E. Triunviri
editore: Silvana
pagine: 100
Pier Luigi Nervi. Torino, la committenza industriale, le culture architettoniche e politecniche italiane. Catalogo della mostra (Torino, 29 aprile-17 luglio 2011)
a cura di S. Pace
editore: Silvana
pagine: 142
Torino è la città italiana dove Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891 Roma, 9 gennaio 1979) progetta e costruisce due dei suoi edifici più importanti e conósciuti: i saloni per il complesso espositivo di Torino Esposizioni e il Palazzo del Lavoro per le celebrazioni di Italia '61, in collaborazione con architetti di primo piano del panorama nazionale. Accanto a queste opere, nel capoluogo piemontese e nei suoi dintorni, Nervi - di volta in volta progettista, imprenditore, consulente - disegna e/o realizza, dopo la seconda guerra mondiale, anche una serie notevole di opere ingiustamente ritenute minori e talvolta ignote anche agli specialisti. Proprio a Torino, inoltre, è possibile ricondurre in massima parte quella cultura politecnica che ha determinato l'essenza stessa del cosiddetto "sistema Nervi", inteso come sperimentazione progettuale e pratica costruttiva. La serie di studi e ricerche intitolata Pier Luigi Nervi. Architettura come Sfida, avviata dal Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, si arricchisce così di un nuovo capitolo. Questo volume, curato da Sergio Pace, accompagna la mostra omonima e approfondisce alcuni temi cruciali nella biografia professionale e intellettuale dell'ingegnere italiano più famoso del XX secolo.
Jürg Conzett, Gianfranco Bronzini, Patrick Gartmann. Forme di strutture-Forms of structures
a cura di M. Carlana , L. Mezzalira
editore: Mondadori Electa
pagine: 159
Vérone. Carlo Scarpa et Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa und Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa y Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio. Ediz. portoghese
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Verona. Carlo Scarpa e Castelvecchio
a cura di A. Di Lieto
editore: Silvana
pagine: 31
Un castello medievale costruito nel cuore di Verona, che per secoli è stato il simbolo del potere militare, negli anni venti del Novecento viene convertito da caserma in museo d'arte antica con un romantico restauro stilistico. A seguito dei devastanti danni causati dalla seconda guerra mondiale che distruggono il ponte scaligero e l'ala di sala Boggian, dove nel 1944 era stato celebrato il processo che condannò a morte Galeazzo Ciano, si procede in tempi brevissimi alle ricostruzioni. Qui Carlo Scarpa, maestro dell'architettura contemporanea, realizza (1958-1964) con il direttore Licisco Magagnato un museo esemplare inserito in un limpido restauro con un allestimento che oggi è un riferimento per la museografia italiana e internazionale. Le preziose collezioni artistiche cittadine di scultura medievale, rappresentata dalle statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, e di dipinti dal Trecento al Settecento, tra cui opere di Pisanello, Stefano di Giovanni, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Alessandro Turchi e dei Tiepolo, si inseriscono felicemente nel percorso espositivo offrendo un affascinante viaggio tra arte, architettura e storia.
Natura e artificio. Il Barranco de Santos a Santa Cruz de Tenerife. Palerm & Tabares de Nava
Marco Mulazzani
editore: Mondadori Electa
pagine: 120
Michele De Lucchi. Il ponte della Pace, Tbilisi, Georgia. Ediz. italiana e inglese
editore: Mondadori Electa
pagine: 119
Un ponte è per definizione un'architettura simbolica, poiché luogo di coesione tra due punti, due circostanze sociali, due conformazioni territoriali differenti e distanti - che tramite un monumento celebrano la loro unione. Il ponte progettato da Michele De Lucchi a cui il volume è dedicato si trova sul fiume Mtkvari nella città di Tbilisi e connette il più antico quartiere di Bericoni con quello di Rikhe. Città dal controverso passato recente e dalle molteplici distanze culturali e etniche, la capitale della Georgia cerca l'affermazione della propria identità associando l'audacia del suo sviluppo urbanistico e architettonico a emergenze visive caratterizzanti il paesaggio. Monumento al dialogo tra presente e passato, il ponte è composto da una passerella pedonale e da una copertura con profilo sinusoidale all'apparenza sospesa. La copertura, elemento di incontro tra architettura e ingegneria, appare come un'unica membrana risultante da una struttura di tubi di acciaio e da elementi in vetro di forma triangolare. Il volume documenta la genesi del progetto, dal rapporto con la committenza, agli aspetti strutturali e esecutivi che fanno del ponte sul Mtkvari un nuovo simbolo visivo per la città di Tbilisi.
Italo Gamberini. Architetto (1907-1990). Inventario dell'archivio
Rosamaria Martellacci
editore: EDIFIR
pagine: 366
"Scrivere di Gamberini Architetto non è cosa difficile: ci si guarda attorno per Firenze, si va all'Archivio di Stato per vede
