Edifici religiosi
Tutti i libri di Edifici religiosi - Pagina 85
Il convento seicentesco di San Pietro a Carpineto. Un primo intervento di restauro. Catalogo
a cura di L. Indrio
editore: Bonsignori
pagine: 64
L'abbazia benedettina di Santa Maria in Regola. Quindici secoli di storia imolese. Studi e ricerche
editore: La Mandragora Editrice
pagine: 912
Duomo, battistero, campanile. Ediz. cinese
Gabriella Di Cagno
editore: Mandragora
pagine: 93
Un'opera sintetica ma puntuale ricostruisce la vicenda del centro religioso di Firenze, dalla sua secolare, imponente realizzazione architettonica alla decorazione scultorea dell'esterno, dall'immensa opera musiva e pittorica che orna le volte del Battistero di San Giovanni e della Cattedrale di Santa Maria del Fiore ai capolavori di pittura, scultura, intaglio e ore?ceria che ne costituiscono gli arredi. Pubblicato per la prima volta nel 2001, questo volume ha avuto grande successo presso il pubblico dei visitatori italiani e stranieri: oggi viene proposto anche in lingua cinese.
La pieve di Beinette e il suo apparato decorativo. Storia, iconografia, attribuzione, restauro
Elisa Grosso
editore: L'Artistica Editrice
pagine: 164
L'autrice analizza in questo volume le vicende storiche della Pieve di Beinette, una delle più significative testimonianze di arte e devozione della piana cuneese, nonché l'approfondito studio del patrimonio artistico e decorativo, con particolare attenzione alle attribuzioni ed ai recenti restauri.
Contrada della Chiocciola. L'oratorio dei Ss. Pietro e Paolo
a cura di S. Corsi
editore: NIE
pagine: 56
Sancta Maria De Nerito. Arte e devozione nella cattedrale di Nardò
a cura di
M. Gaballo
,
D. De Lorenzis
P. Giuri
e altri
editore: Congedo
pagine: 424
"Ai cittadini neritini, ma anche a tutti i cultori della bellezza, è offerta attraverso quest'opera dedicata al VI centenario dell'elevazione della Terra di Nardò a Città e del tempio abbaziale di Sancta Maria de Nerito a Cattedrale - la possibilità di una "contemplazione" estetica e spirituale. Suggestivo è questo termine che evoca proprio il templum, uno spazio centrale nel perimetro urbano circostante, un'area serena verso cui (la preposizione cum) converge la vita quotidiana per scoprirvi il suo significato ultimo. Entrare nel tempio è dunque contemplare, cioè trovare il "centro" dell'essere e dell'esistere." (Cardinale Gianfranco Ravasi, dalla Prefazione)
Botrugno. Chiesa dell'Assunta
a cura di S. Ortese
editore: Congedo
pagine: 96
Nelle mani dei devoti ignoranti vanno così scomparendo le ultime tracce del rito greco e delle pitture del medio evo in Terra d'Otranto ". Così tuonava Cosimo De Giorgi nel 1888 nei suoi Bozzetti di Viaggio, constatando che l'abside della chiesa dell'Assunta di Botrugno, preziosa testimonianza di una preesistente "cappella di rito greco" interamente affrescata e intitolata a San Nicola di Mira, fosse stata sottratta alla vista con vaste scialbature e con un simulacro in cartapesta del Cristo morto. Insomma, il De Giorgi intuiva il pericolo che la costruzione potesse condividere il destino riservato ad altre chiese del Salento che, nel corso dell'Ottocento, svuotate degli arredi e private dell'originaria veste decorativa, avevano smarrito gradualmente memoria delle origini e del glorioso patrimonio culturale di tradizione bizantina. Quando lo studioso visitò la chiesa dell'Assunta riteneva che gli affreschi del XIV secolo campiti nell'abside, o quanto di essi restava in luce sotto a scialbature e ad aggiornamenti iconografici, potessero suddividersi in tre compartimenti verticali.
Il complesso di S. Maria del Tempio Lecce. Scavi (2011-2012)
Patricia Caprino
,
Fabrizio Ghio
e altri
editore: Congedo
pagine: 272
Il volume presenta i dati emersi dalle indagini archeologiche condotte a Lecce in piazza Tito Schipa negli anni 2011-2012, nell'ambito dei lavori di riqualificazione dell'area. Il primo capitolo ripercorre le vicende storiche dell'area, dalla fondazione del convento dei Minori Osservanti nel XIV secolo fino alla trasformazione dell'edificio in caserma, a seguito della soppressione sabauda, ed alla definitiva demolizione del complesso nel 1971.La seconda parte è dedicata alla presentazione dei dati di scavo ed alla illustrazione dei materiali rinvenuti (iscrizioni, monete, oggetti metallici). Un'ampia sezione è riservata all'importante contesto rappresentato dall'immondezzaio rinvenuto all'interno del chiostro maggiore, che ha restituito una grande quantità di reperti (ceramiche, vetri, oggetti in metallo ed osso, fauna), inquadrabili in un orizzonte cronologico compreso fra la metà del XV e la fine del XVI secolo. Nelle conclusioni si propone una lettura complessiva delle vicende costruttive del complesso, elaborata sull'analisi delle strutture messe in luce e sui documenti storici, insieme ad una ricostruzione della vita quotidiana e delle attività del convento.
Caoplavori di oreficeria nella cattedrale di Nardò
Giovanni Boraccesi
editore: Congedo
pagine: 176
In questo volume viene analizzato per la prima volta l'intero corpus di argenti, oltre duecento pezzi, in dotazione alla cattedrale dell'Assunta di Nardò e da secoli costipati in un apposito armadio del tesoro. La loro cronologia copre un arco di tempo che va dalla seconda metà del XVI agli inizi del XXI secolo. A commissionarli furono soprattutto i devoti vescovi della diocesi neritina, spesso provenienti dalle famiglie più in vista della capitale Napoli come i de Franchis, i Sanfelice e i Carafa. Ne discende una ricchezza di oggetti di alta qualità e grande rilevanza culturale che trova pochi riscontri in altre parti della regione. La produzione napoletana la fa ovviamente da padrone, con numerosi ed eccellenti protagonisti del barocco e del neoclassicismo come Giovan Battista Buonacquisto, Andrea De Blasio, Nicola De Angelis, Filippo Del Giudice, Gaetano Fumo, Francesco Manzone, Angelo Prizzi, Pasquale Schisano, Raffaele Parascandolo e Romualdo De Rosa.
Il monastero Vallombrosano del Santo Sepolcro di Astino in Bergamo. Appunti per una ricostruzione dei fondi archivistici
a cura di M. Maggi Facchetti , V. Marchetti
editore: Sestante
pagine: 400
Antichi edifici religiosi del triangolo lariano
Chiara Meroni
editore: Macchione Editore
pagine: 120
Il Triangolo Lariano è un territorio costellato da edifici religiosi, chiese parrocchiali, oratori e santuari. La loro fondazione andò di pari passo con il diffondersi del cristianesimo: inizialmente nei centri maggiori e, in un secondo momento, nelle zone rurali. Un grande impulso alla loro costruzione si ebbe a partire dall'epoca dei Longobardi, impulso che proseguì ininterrottamente nel corso dei secoli successivi. Questi edifici, la maggior parte dei quali ricchi di testimonianze artistiche dei secoli passati, si sono conservati fino ai giorni nostri, nonostante non mantengano l'aspetto originario a causa dei numerosi rifacimenti e restauri a cui furono soggetti. La presente guida vuole offrire una panoramica delle più antiche testimonianze artistiche presenti in queste chiese, dalle origini del cristianesimo fino al XVI secolo compreso.
Leonessa sacra. Storia, arte e architettura religiosa del territorio
Luigi Casula , Mauro Zelli
editore: Kappa
pagine: 368
Architettura istoriata. Vetrate di Giovanni Vio 1983-2005
editore: CLEUP
pagine: 124
Architettura istoriata è una storia che abbraccia quasi un quarto di secolo, periodo nel quale l'architetto veneziano Giovanni Vio si è cimentato nell'affascinante tema della vetrata colorata per l'architettura, realizzando diversi cicli istoriati per chiese antiche e moderne nel Veneto. Occasioni date da contesti molto diversi e in cui lo stile espressivo delle opere pensate ed eseguite dall'artista ha visto un'interessante evoluzione, con un affinamento del modo di progettare. Sperimentazioni di una possibilità narrativa in chiave moderna, tutte motivate dalla ricerca, spirituale e artistica, del rapporto tra luce, spazio e colore. La percezione della materia del vetro colorato offre infinite varianti dovute non solo al sole, ma anche all'ombra, al passaggio delle nubi, all'angolo da cui si osservano. Ciò rende le vetrate come una presenza viva nella chiesa, analogamente all'oro dei mosaici o delle icone, come un elemento di mediazione tra il cielo e la terra, un segno della presenza di Dio, sempre vicino all'uomo.
Letino. I dipinti di Santa Matia a Castello. Rapporto tra arte e transumanza
Geppino Buonomo
editore: Guida
pagine: 132
Nel castello di Letino, nella chiesa dedicata alla Vergine, in un suggestivo tempio appena uscito dal restauro, ci sono sei altari di pietra e ciascuno reca un dipinto su rame, variamente montato. Tutti gli altari datano tra la fine del diciasettesimo secolo e l'inizio del diciottesimo. Sul piano artistico si ravvisa una notevole diversità tra le opere. Talune sono di chiara impronta popolare. Ma due di esse hanno il tratto di una mano sicura, paiono rimandare a conosciute scuole del tessuto artistico partenopeo e forse d'oltre, è difficile dire. Notevoli sono nella loro semplicità gli altari marmorei e tarsiati. Perchè quei dipinti? A quale cultura o circostanza storiche e religiose possono ascriversi, al di là dei soggetti e dello stesso connotato dello stile? Geppino avanza alcune ipotesi, partendo dallo studio dei santi e da una seria, talora ardita, ma suggestiva analisi dei particolari iconografici. Si rifà ad una tradizione che rimanda ai cammini pastorali della transumanza, di cui rilegge suggestivamente i percorsi a cavallo degli Appennini, tra Adriatico e Tirreno.
