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Confutazione del tempo. Perché la temporalità e non l'eternità?

Consulta il libro - Confutazione del tempo. Perché la temporalità e non l'eternità?

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Confutazione del tempo. Perché la temporalità e non l'eternità?
Titolo Confutazione del tempo. Perché la temporalità e non l'eternità?
Autore
argomenti
Collana Eterotopie
Editore Mimesis
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 180
Pubblicazione 2026
ISBN 9791222331195
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
Prossima pubblicazione
24,00 €

 
Qual è la vera natura del tempo? E perché, se le leggi fondamentali della fisica non distinguono sostanzialmente il passato dal futuro, noi facciamo esperienza di un mondo nel quale il tempo sembra scorrere inesorabilmente in una sola direzione? Numerosi libri hanno affrontato questo antico enigma, richiamandosi alla relatività, alla cosmologia e soprattutto all'entropia. Ma affermare che la freccia del tempo coincide con l'aumento dell'entropia lascia aperta la domanda decisiva: perché l'entropia aumenta e perché il suo aumento si manifesta, per noi osservatori, come un fluire irreversibile dal passato al futuro? La risposta conduce in un territorio della fisica contemporanea ancora poco conosciuto dal grande pubblico: la fisica statistica e la teoria dei sistemi dissipativi. Attrito, dissipazione, entropia e informazione appaiono allora come aspetti diversi di uno stesso problema: il rapporto fra la sterminata molteplicità del mondo e l'osservatore che può coglierne soltanto una parte. Da Eraclito ad Aristotele, da Newton e Einstein a Boltzmann, da Nietzsche e Heidegger a Musil, Borges e Severino, questo libro attraversa fisica, filosofia e letteratura per giungere a una possibilità vertiginosa: che la freccia del tempo non appartenga alle fondamenta ultime della realtà, ma emerga dal nostro modo parziale e limitato di osservarla. Forse, dunque, non è il mondo a essere immerso nel tempo. È il tempo ad apparire a noi nel momento in cui, dell'intero mondo, siamo costretti, dalla nostra struttura sensoriale, a vedere soltanto una piccola parte.
 

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