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L'architettura penitenziaria oltre il muro. Nuovi punti di contratto tra la casa di reclusione Due Palazzi e la città di Padova

Consulta il libro - L'architettura penitenziaria oltre il muro. Nuovi punti di contratto tra la casa di reclusione Due Palazzi e la città di Padova

Titolo L'architettura penitenziaria oltre il muro. Nuovi punti di contratto tra la casa di reclusione Due Palazzi e la città di Padova
Autore
argomento
Collana Politecnica
Editore Maggioli Editore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 216
Pubblicazione 2014
ISBN 9788891604545
Carta del docente Carta Cultura Giovani Carta della Cultura Acquistabile con Carta del docente, Carta Cultura Giovani o Carta della Cultura
 
16,50 €

 
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Il punto di partenza che ha attivato l'interesse dell'architettura per il carcere è propriamente di tipo spaziale. Il tema del sovraffollamento è quello che più evidentemente esprime lo stato di crisi, sia in termini di immagini che di immaginazione, anche visto da fuori. I dati non lasciano possibilità interpretative: a fronte di una capienza complessiva delle strutture italiane di 45.647 posti, i detenuti sono 65.831. Quello del sovraffollamento degli istituti di pena è il tema che più fortemente permette di misurare la distanza e la mancanza di linearità tra evidenza del problema e conseguenza della soluzione: l'equazione "mancanza di spazio uguale costruzione di più carceri", non è risolvibile. Lucia Castellano, ex-direttrice del carcere di Bollate, dichiara che il problema del sovraffollamento delle carceri si risolve "aprendo le porte". Avere più spazio significherebbe semplicemente riempirlo e trovarsi al punto di partenza. Il problema va affrontato dunque non sul fronte delle quantità, ma componendo un orizzonte qualitativo della struttura carceraria che, avvicinando il "dentro" e il "fuori", aprendo le porte appunto, lo definisca quale istituto di rieducazione e di reinserimento. Ed è qui che inizia la sfida per il pensiero architettonico.
 

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