Johan & Levi: Parole e immagini
Tutti i libri della collana Parole e immagini
Semplici formalità
Giulio Iacchetti
editore: Johan & Levi
pagine: 128
Come flora e fauna dei nostri paesaggi domestici e urbani, esistono oggetti che ci sfilano sotto gli occhi ogni giorno: utili
Gli anni di van Gogh e Gauguin. Una storia del postimpressionismo
John Rewald
editore: Johan & Levi
pagine: 624
Mentre la sconvolgente Grande-Jatte di Seurat viene esposta all'ultima mostra degli impressionisti, uno sconosciuto olandese d
Viceversa. Il mondo visto di spalle
Eleonora Marangoni
editore: Johan & Levi
pagine: 160
Che siano solitarie o in compagnia, ignare o consapevoli di essere guardate, ribelli o ironiche, candide o sensuali, le figure
La storia dell'impressionismo
John Rewald
editore: Johan & Levi
pagine: 606
Quando nel 1946 compare la prima edizione, "La storia dell'Impressionismo" è subito celebrata per la straordinaria semplicità
Delirious museum. Un viaggio dal Louvre a Las Vegas
Calum Storrie
editore: Johan & Levi
pagine: 256
Indossando i panni sia del flàneur che del situazionista, Calum Storrie si imbarca in un immaginario percorso alla scoperta di
Archivi impossibili. Un'ossessione dell'arte contemporanea
Cristina Baldacci
editore: Johan & Levi
pagine: 224
Ben prima che la diffusione dei social network e dei mezzi di registrazione ci rendesse tutti potenziali archivisti, gli artis
Mettere in scena l'arte contemporanea. Dallo spazio dell'opera allo spazio intorno all'opera
Francesco Poli , Francesco Bernardelli
editore: Johan & Levi
pagine: 262
L'opera d'arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale
La collezione come forma d'arte
Elio Grazioli
editore: Johan & Levi
pagine: 128
Se ogni epoca ha un suo modo di collezionare, quello contemporaneo è segnato da un reciproco legame con la pratica artistica, tanto che le due attività spesso si sovrappongono fin quasi a confondersi. Gli esempi abbondano: da Joseph Cornell, cacciatore di bizzarrie con cui compone scatole divinatorie, a Claes Oldenburg, che espone come opera propria una raccolta di oggetti d'affezione; da Marcel Broodthaers, per cui il collezionare è all'origine della scelta di diventare artista, a Hans-Peter Feldmann che, sulla scia di Malraux, da anni ritaglia, classifica e incolla immagini per un insolito museo. Il collezionismo non è più solo affare di chi, non artista, raccoglie oggetti in quantità rilevante, ma diventa modalità espressiva di chi li accumula per costruire opere d'arte secondo il principio warburghiano del montaggio. D'altro canto, lo stesso collezionista è un artista che accetta di esprimersi tramite immagini dotate di un forte potere simbolico, tanto da essere quasi un'estensione della sua persona. Appena l'occhio li cattura, gli oggetti si caricano di qualità supplementari: spogliati della loro funzione, un sapiente lavoro di accostamenti e rimandi crea fra loro dialoghi inattesi, dando vita a un insieme organico che non tollera mutilazioni. La collezione assume così lo statuto di opera d'arte. Eclettismo, trasversalità, soffio personale definiscono una tipologia di collezione agli antipodi rispetto a quella chiusa e preordinata dei musei.
