Einaudi: Einaudi. Storia
Tutti i libri della collana Einaudi. Storia
Donne che creano disordine. Storia di Caterina e altre eretiche nel Cinquecento
Alessandra Celati
editore: Einaudi
pagine: 320
Un mosaico sorprendente di storie femminili di eresia, portate alla luce attraverso un minuzioso lavoro d'archivio e raccontat
Il mito delle radici cristiane dell'Europa. Dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri
Sante Lesti
editore: Einaudi
pagine: 320
Le radici cristiane dell'Europa sono uno dei grandi miti del nostro tempo
Cleopatra. Una donna
Aldo Schiavone
editore: Einaudi
pagine: 192
La vita di Cleopatra attraverso sette momenti cruciali, illuminati in presa diretta
Vampyr. Storia naturale della resurrezione
Francesco Paolo De Ceglia
editore: Einaudi
pagine: 432
La storia dei vampiri "veri", uomini e donne risorti, prima del mito letterario
La natura del duce. Una storia ambientale del fascismo
Marco Armiero
,
Roberta Biasillo
e altri
editore: Einaudi
pagine: 216
Tra leonesse addomesticate e bonifiche integrali, paesaggi coloniali e autarchia, parchi e monumenti, finalmente un libro che
I comunisti italiani e gli altri. Visioni e legami internazionali nel mondo del Novecento
Silvio Pons
editore: Einaudi
pagine: 376
A cent'anni dalla scissione di Livorno del gennaio 1921, questo libro rilegge protagonisti e momenti principali della storia d
L'impero in quota. I romani e le Alpi
Silvia Giorcelli Bersani
editore: Einaudi
pagine: 282
Le Alpi sono state un territorio, per molti aspetti esemplare, di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei s
Storia d'Italia. Il cammino tormentato di una nazione 1861-2016
Massimo L. Salvadori
editore: Einaudi
pagine: 569
Dall'evoluzione dell'Italia unita dalle origini fino ai primi anni Novanta del XX secolo emergono tre principali caratteristic
Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah. 1943-1945
Liliana Picciotto
editore: Einaudi
pagine: 583
Questo volume presenta i risultati di nove anni di ricerca del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), generosa
La mala setta. Alle origini di mafia e camorra (1859-1878)
Francesco Benigno
editore: Einaudi
pagine: 439
Questo libro si propone di affrontare in modo nuovo la questione del crimine organizzato italiano nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando la categoria di "classi pericolose". Questa impostazione è diversa dalla prospettiva, comunemente adottata, che punta viceversa a studiare il crimine organizzato ottocentesco ex post, per cosi dire, "dall'oggi", e cioè a partire dalle forme e dalle strutture che la criminalità organizzata si è data durante il secondo dopoguerra. Vi è al fondo di questa prospettiva un residuo di un pregiudizio di stampo romantico, l'idea per cui vi siano dei soggetti separati, "i criminali", intesi come un popolo a parte, portatore di inequivocabili stigmate comportamentali e attitudinali che li rendono sempre uguali a sé stessi malgrado il tempo trascorso. L'adozione del modello delle "classi pericolose" consente invece di muoversi in direzione opposta, basandosi sulla concezione del crimine condivisa nell'Ottocento. Tutto ciò ha conseguenze importanti. Piuttosto che considerare, ad esempio, l'analisi della mafia delle origini come una sorta di premessa utile a sceverare le radici lunghe di pratiche criminali che daranno poi luogo nel XX secolo a "Cosa nostra", esso invita invece a immergersi nella confusione dei discorsi e delle pratiche di quell'epoca.
Le montagne della patria. Natura e nazione nella storia d'Italia. Secoli XIX e XX
Marco Armiero
editore: Einaudi
pagine: 255
Nonostante la montagna in Italia goda di una centralità geografica (con il 35 per cento del territorio, a cui si somma il 42 d
L'altra Roma. Una storia dei romani all'epoca dei comuni (secoli XII-XIV)
Jean-Claude Maire Vigueur
editore: Einaudi
pagine: 487
Nascosta dalla città antica e dalle volute dell'età barocca, la Roma medievale soffre da troppo tempo di un immeritato discred
Storia della guerra fredda. L'ultimo conflitto per l'Europa
Federico Romero
editore: Einaudi
pagine: 362
Nessuno voleva una guerra fredda, nessuno l'aveva pianificata e nessuno dei protagonisti l'aveva davvero prevista, per lo meno nelle forme rigide che poi assunse. Ciò che si andava delineando nei mesi conclusivi della Seconda guerra mondiale era un'inedita geografìa di potenza in cui Stati Uniti e Unione Sovietica primeggiavano... Gli assunti ideologici e i paradigmi culturali dei protagonisti ebbero un ruolo determinante: additavano la direzione in cui ciascuno intendeva procedere, ed erano le lenti attraverso cui si giudicavano le mosse altrui, si tentava di indovinare le possibili concatenazioni di eventi futuri, si soppesavano i pericoli evidenti o potenziali. L'URSS di Stalin non poteva concepire la coesistenza internazionale se non in chiave intrinsecamente conflittuale, il governo degli Stati Uniti, insieme a larga parte delle élite europee, si convinse che una ferma contrapposizione ai sovietici fosse la via più efficace, e meno pericolosa, per promuovere interessi, ideali e identità di una coalizione occidentale che prese a definirsi come "mondo libero". Fu allora che la guerra fredda prese forma.
Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista
Paolo Nicoloso
editore: Einaudi
pagine: 346
Grazie a un vasto impegno nelle opere pubbliche, la politica urbanistica del fascismo ha lasciato segni in molte città italiane: soprattutto con centri storici ristrutturati e lo sviluppo di insediamenti residenziali suburbani. Le opere pubbliche rispondevano a precise esigenze economiche e assolvevano un demagogico intento propagandistico. Paolo Nicoloso ricostruisce l'attivismo architettonico mussoliniano, in un lavoro che non vuole essere una storia dell'architettura fascista ma una storia dell'architettura come strumento politico. Uno strumento governato direttamente dal Duce, che non si limitava a inaugurare le opere, ma che voleva seguire personalmente i lavori. Mussolini voleva creare uno stato totalitario moderno nel solco di una tradizione millenaria. E l'architettura italiana di quegli anni, dei razionalisti come dei tradizionalisti, oscillò nell'interpretazione di questo rapporto dialettico fra passato e presente.
