Raffaello Cortina Editore
Tutti i libri editi da Raffaello Cortina Editore - Pagina 103
Neuropsicologia cognitiva. Un'introduzione clinica
Rosaleen McCarthy , Elisabeth Warrington
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 450
Illusioni d'amore. Le motivazioni inconscie nella scelta del partner
Jole Baldaro Verde
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 298
L'esperienza condivisa. Saggi sulla relazione psicoanalitica
a cura di A. Robutti , L. Nissim Momigliano
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 242
Comunicazione interna e processo organizzativo. Al di là del marketing interno, verso sistemi di comunicazione orientati allo sviluppo dell'impresa
Dario F. Romano , Riccardo P. Felicioli
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 124
Fratelli in terapia
a cura di
M. Viaro
,
M. D. Kahn
K. G. Lewis
e altri
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 378
La lunga attesa dell'angelo. Le donne e il dolore
Lella Ravasi Bellocchio
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 178
L'esercizio del silenzio
Pier Aldo Rovatti
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 134
Il silenzio in questione vorrebbe suggerire un atteggiamento da tenere in filosofia
Lo sviluppo percettivo, cognitivo e linguistico
a cura di M. Bornstein , M. Lamb
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 335
Adolescenza e oggetti. I consumi tra alleanza e ostacolo alla crescita
a cura di L. Frontori
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 152
La tecnica nella psicoanalisi infantile. Il bambino e l'analista: dalla relazione al campo emotivo
Antonino Ferro
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 235
Il libro si pone come il tentativo di rivisitare i principali aspetti della teoria e della tecnica della psicoanalisi infantile alla luce degli sviluppi kleiniani e in particolare alla luce del “cambiamento catastrofico” dovuto al pensiero di Bion, la cui opera è considerata come un’espansione dei modelli kleiniano e freudiano, da cui trae origine e vitalità. L’autore cerca di realizzare il proprio progetto avvalendosi soprattutto di situazioni cliniche, che mostrano in presa diretta l’analista e il paziente al lavoro. Sono considerate le principali modalità espressive del bambino nella stanza d’analisi (il disegno, il gioco, il sogno, il dialogo), in un’ottica che, partendo dalla relazione e transitando attraverso i concetti di “campo” e “insaturità”, approda a una nuova concettualizzazione dei personaggi e dei fatti della seduta, considerati nella loro qualità di “ologrammi affettivi”, ovvero come espressione sincretica e dinamica dell’interazione tra il funzionamento mentale del paziente e quello dell’analista al lavoro; vertice in oscillazione con quelli più classici che considerano i personaggi come appartenenti alla storia o al mondo interno del bambino.
