De Luca Editori d'Arte
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Il paesaggio del Lazio. Tutela, conservazione, qualità della trasformazione
a cura di M. Cogotti
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 197
Il percorso del catalogo inizia con un rapido excursus sull'evoluzione della disciplina, ripercorrendo sinteticamente le tappe salienti che hanno contraddistinto la storia del "fare paesaggio" in Italia, sia sotto il profilo più propriamente culturale filosofico che sotto l'aspetto normativo. Inquadrato il tema all'interno della cornice culturale e del corredo legislativo che lo regola, con la mediazione di documenti quali la Convenzione Europea del Paesaggio, il territorio regionale viene introdotto da una sezione prettamente fotografica con una selezione di immagini che restituiscono con immediatezza le intrinseche qualità e debolezze dei paesaggi laziali, organizzati per "categorie" paesaggistiche. Categorie che discendono da condizioni geomorfologiche, come le zone montane e costiere, riferita ai beni diffusi individuati dalla normativa, come i laghi, i corsi d'acqua, i boschi, oppure frutto dell'antropizzazione, come i centri storici, i paesaggi della cultura e quelli in via di trasformazione, ove agli assetti precedenti non sono ancora subentrati caratteri tali da far loro assumere una nuova identità in grado di essere percepita come tale. Una pubblicazione innovativa che presenta della visione estetico-percettiva e scientifico-ecologica del territorio realizzata a cura dell'architetto Marina Cogotti, patrocinato e commissionato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici e Paesaggistici del Lazio.
Cimiteri ebraici in Emilia Romagna. Immagini per un percorso di conservazione e valorizzazione
a cura di F. Bonilauri , V. Maugeri
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 48
Castel Sant'Angelo e la grande guerra
a cura di E. Ludovici , E. Martinez
editore: De Luca Editori d'Arte
pagine: 160
In occasione delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra, il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo e il Museo Centrale del Risorgimento espongono una selezione di armi e cimeli di guerra che, insieme alle testimonianze archivistiche e figurative, raccontano la Prima Guerra Mondiale lontano dai luoghi di guerra. Per l'occasione verrano riaperte due sale, la cui moderna decorazione a tempera del soffitto si lega all'istituzione del Museo di Castel Sant'Angelo (1925), originariamente destinato ad accogliere i cimeli dell'Esercito italiano. La rappresentazione naturalistica a 'trompe l'oeil', ispirata a temi patriottici e di guerra, si deve a Duilio Cambellotti.

