Artemide: Arte e cataloghi
Tutti i libri della collana Arte e cataloghi - Pagina 3
Dio non abita più qui? Dismissioni di luoghi di culto e gestione integrata di beni culturali ecclesiastici
a cura di F. Capanni
editore: Artemide
pagine: 300
"Nell'anno europeo del patrimonio culturale, il dipartimento dei beni culturali del Pontificio Consiglio della Cultura, in col
Ricerca, tutela e restauro. Un lungo impegno per i beni culturali in Irpinia
Giuseppe Muollo
editore: Artemide
pagine: 238
"La conoscenza capillare del territorio e la ricerca sono le attività propedeutiche alla conservazione e al restauro del patri
La villa Sacchetti-Chigi di Castel Fusano
Carla Benocci
editore: Artemide
pagine: 64
Villa secentesca costruita dai Sacchetti in un territorio ricco di memorie classiche e di particolari condizioni ambientali, p
Dolce è la luce. Arte, architettura, teologia
a cura di L. Salviucci Insolera , A. Dall'Asta
editore: Artemide
pagine: 143
La luce, concreta e intangibile, permette di vedere la realtà nella sua singolarità, creando relazioni, dando profondità ai vo
Santa Maria del Popolo a Carpineto Romano. La storia, le opere, il restauro
S. Parca
editore: Artemide
pagine: 224
La chiesa di Santa Maria del Popolo è un monumento significativo per la storia artistica e religiosa di Carpineto Romano
Pro bono urbis. Un progetto di riforma urbana per la Roma di Innocenzo X
Marisa Tabarrini
editore: Artemide
pagine: 240
Il codice "Varia consilia pro bono urbis Romae" della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, di cui si propone la prima edizio
L'immagine di Roma moderna. Da Bufalini a Nolli. Un modello europeo
Mario Bevilacqua
editore: Artemide
pagine: 140
Piante e vedute di Roma dal Rinascimento all'Illuminismo, nel dialogo serrato con le capitali europee
Tracce di colore. Policromia di sculture in pietra nell'Italia tardomedievale. Studi e restauri
Eliana Billi
editore: Artemide
pagine: 128
Anche l'Italia come i paesi d'oltralpe ha colorato nel Medioevo le sue sculture in pietra
Il Gianicolo. Il colle «Aureo» della cultura internazionale
a cura di C. Benocci
editore: Artemide
pagine: 240
Tempo, spazio e architetture. Avezzano cento anni o poco più
Simonetta Ciranna , Patrizia Montuori
editore: Artemide
pagine: 239
Tempo, spazio e architetture rappresentano le chiavi di lettura di questo studio; parole che, parafrasando il titolo di un'opera chiave della storia dell'architettura moderna (Siegfried Giedion, Space, Time and Architecture: The Growth of a New Tradition, 1941), raggelano l'identità urbana ed edilizia di Avezzano: una città di cento anni o poco più. La storia "vera" di una città nella cui pianificazione urbana ed edilizia, ripercorsa a partire dagli anni quaranta dell'Ottocento e fino e oltre il sisma del 1915, ritornano sia i modelli sistini sia il tecnologismo ottocentesco, a cui Giedion riconduce la continuità della Storia e le basi degli architetti moderni. La distruzione causata dal terremoto fonde in un corto circuito l'interrelazione spazio-tempo, il rapporto spazio-architettura e costruzione-architettura (o ingegneria-architettura). Temi che rinviano alle trasformazioni urbanistiche delle città europee dell'Ottocento, all'entusiasmo per una modernizzazione simbolo e aspirazione di un benessere diffuso, fino alle sperimentazioni tecniche dei nuovi materiali, del cemento armato in particolare. Una trama d'idee e fatti che si confrontano prima con la sostanza viva di un piccolo borgo murato dal tessuto medievale segnato nel corso dei secoli da chiari poli religiosi e civili e, poi, dopo il sisma, con la tabula rasa delle demolizioni e, quindi, di una possibile "libera" reinvenzione.
L'area Flaminia a Roma. Introduzione alla lettura diacronica
Michele Asciutti
editore: Artemide
pagine: 76
L'Area Flaminia è una parte di Roma ricca di rilevanze storico-architettoniche, che raccontano molteplici vicende insediative considerevoli e articolate, e rappresenta un ambito florido di attività alle quali si riconosce una forte valenza culturale. Situata a nord delle Mura aureliane nel territorio compreso fra la porta del Popolo a sud, i colli Parioli a est e l'ansa del Tevere a nord e a ovest, questa parte di città fin dall'epoca romana ha sempre avuto un carattere insediativo peculiare, posta per così dire nell'abbraccio del fiume e protetta dal ponte Milvio, principale attraversamento settentrionale del Tevere. Insieme agli antichi resti dei mausolei, di vaste aree cimiteriali e di numerose ville suburbane, l' area comprende edifici monumentali di notevole rilievo come villa Giulia, villa Poniatowski, il casino di Pio IV, il tempietto di S. Andrea, la Casina Vagnuzzi, nonché numerose sedi di attività museali e accademiche, che testimoniano la sua specifica vocazione di polo artistico e culturale a scala urbana. Allo stesso tempo sono presenti anche settori irrisolti e poco organici, come alcune aree in stato di abbandono o altre occupate da residue costruzioni industriali, oggi in disuso. La forte prerogativa di carattere culturale ha, però, messo in moto oggi un meccanismo virtuoso che, partendo dalla mancata compiutezza morfologica di questi luoghi, aspira a una loro ricomposizione e al raggiungimento di un'identità architettonica definita.
Alla moderna. Antiche chiese e rifacimenti barocchi: una prospettiva europea. Ediz. italiana e inglese
a cura di A. Roca De Amicis , C. Varagnoli
editore: Artemide
pagine: 286
Le nuove istanze devozionali promosse dalla Controriforma hanno dato luogo, tra il XVII e il XVIII secolo, a numerosi interventi di rinnovamento rivolti a importanti monumenti sacri: dalle basiliche romane alle chiese abbaziali e alle cattedrali gotiche di tutta Europa. Il forte potenziale simbolico di questi edifici e la volontà di mantenere una continuità - ideale e materiale con l'esistente hanno dato luogo a un singolare connubio tra il nuovo linguaggio barocco, con la sua forza unificante, e un'antichità non accettata nelle concezioni artistiche dell'epoca, ma di fatto accolta e reinterpretata. Esigenze liturgiche, politiche o di statica dell'edificio hanno dato luogo a un'ampia casistica di relazioni tra spazi, elementi strutturali e decorativi; un fenomeno per lungo tempo sottovalutato o letto attraverso le categorie del restauro moderno. Da quali valutazioni scaturivano le finalità conservative in un orizzonte lontano dallo storicismo? Le motivazioni simboliche, pratiche, ideologiche di tali interventi hanno radici comuni o sono più forti le specificità delle singole realtà geoculturali? Rispetto a tali interrogativi questo libro offre un terreno comune di confronto, assieme a una riflessione sui rapporti tra progetto e preesistenza in un momento in cui la contemporaneità si interroga sul ruolo da affidare al patrimonio architettonico e in cui si indebolisce la fiducia di un effettivo, profondo rapporto con il nostro passato.
Siti reali e territorio. Rivista della soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici... vol. 2-3. Carditello
editore: Artemide
pagine: 159
Dopo l'uscita dei due numeri precedenti (numero zero e uno -: il numero zero sui siti reali borbonici a Napoli e in Spagna - e il numero uno con un "catalogo" monografico sul gusto per l'antico nel Real Palazzo di Caserta, con il titolo della mostra "Neoclassiche Compostezze") questo numero speciale (doppio) è dedicato interamente - come vera monografia - alla specifica storia architettonica e artistica del Reale Sito di Carditello; fa il punto sulla consistenza attuale del patrimonio mobile di Carditello, quello raccolto in Reggia e quello ancora conservato presso i musei napoletani di Capodimonte, San Martino a Palazzo Reale, si pone anche - sia pure in anticipo rispetto alla sua apertura al pubblico - come catalogo della nuova sezione permanente della Quadreria della Reggia di Caserta dedicata al Real Casino di Carditello.
La Maestà di Montevergine. Storia e restauro
a cura di F. Gandolfo , G. Muollo
editore: Artemide
pagine: 232
Il recente restauro del dipinto su tavola di Montano d'Arezzo e la sua ricollocazione nella Cappella Antica, fatta realizzare nell'ultimo decennio del 1200 dalla famiglia d'Angiò, hanno indotto l'Abbazia di Montevergine, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Salerno e Avellino, ad organizzare un incontro di studi finalizzato alla conoscenza e valorizzazione di un'opera d'arte capitale nel panorama culturale dell'Italia Meridionale a cavallo tra XIII e XIV secolo, anche alla luce dei risultati emersi nelle fasi diagnostiche propedeutiche all'intervento di restauro.
Pietro da Cortona e la Villa di Castel Fusano dai Sacchetti ai Chigi. Architettura, pittura, giardini, paesaggi
Carla Benocci
editore: Artemide
pagine: 236
Primi committenti della villa sono i fiorentini marchesi Sacchetti, banchieri che si affermano a Roma consolidando il loro patrimonio "all'ombra dei Barberini". Ad essi succedono i Chigi, che apportano novità nell'impianto della proprietà, e dotano il complesso di nuove fabbriche. Protagonista di questa esperienza artistica totale come architetto e pittore, è il giovane Pietro da Cortona; egli avvia qui il suo percorso, fino a giungere ai vertici della cultura barocca. Le pitture di grande novità (qui documentate in centinaia di tavole), illustrano i valori delle famiglie Sacchetti e Chigi e danno l'avvio alla grande pittura di paesaggio dell'età barocca. Questo primo studio completo dedicato alla prestigiosa dimora di Castel Fusano, ancora oggi abitazione dei principi Chigi, è pubblicato con il sostegno di Fondazione Roma-Arte-Musei.
Heritage in Albania. Centre for restoration of monuments in Tirana
a cura di D. Fiorani , C. Compostella
editore: Artemide
pagine: 128
Artifizi della metafora. Saggi su Andrea Pozzo
a cura di R. Bösel , L. Salviucci Insolera
editore: Artemide
pagine: 255
I saggi raccolti in questo volume, relativi al convegno internazionale di studi tenutosi nell'arco di tre giornate sulla figura e l'attività di Andrea Pozzo, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana e con l'Istituto Storico Austriaco a Roma nel 2009, confermano quali furono in Italia, in Europa e addirittura al di là di questi cionfini, l'importanza e l'influenza dell'architettura e della pittura realizzate da Andrea Pozzo con apporti davvero significativi. Documentano l'influsso dell'arte italiana nell'Europa del XVII e XVIII secolo.
Villa Tre Madonne. L'Ambasciata del Belgio presso la Santa Sede e l'eredità spirituale di Giulio III, papa toscano. Ediz. italiana, francese e fiamminga
Carla Benocci
editore: Artemide
pagine: 240
La Villa Tre Madonne, oggi sede dell'Ambasciata del Belgio presso la Santa Sede, è uno degli esempi più importanti di villa toscana alle porte di Roma: ville che uniscono alla complessa e interessante struttura architettonica un uso razionale e produttivo degli spazi agricoli circostanti e a questo fine vengono costruite con ricercate essenze, importate da varie parti d'Europa. Il volume esamina la storia complessa di questa Villa senese a Roma in tutta la sua evoluzione storica e fornisce, oltre alla splendida documentazione fotografica degli esterni e degli interni con i preziosi arredi e le opere d'arte, i documenti inediti che Carla Benocci ha rinvenuto.
L'Aventino dal Rinascimento a oggi. Arte e architettura
Mario Bevilacqua , Daniela Gallavotti Cavallero
editore: Artemide
pagine: 288
Il volume affronta per la prima volta organicamente un'articolata serie di tematiche storiche, artistiche, architettoniche, urbanistiche con trattazioni diffuse o con approfondimenti di microstorie. Sono analizzate le vicende del rinnovamento dei grandi complessi conventuali, l'organizzazione della viabilità e del fitto tessuto di orti, giardini, casali, cimiteri, che caratterizzavano l'Aventino come "disabitato". Dal Rinascimento al Settecento sull'Aventino hanno lavorato vari importanti artisti e architetti: il complesso di Piranesi per i Cavalieri di Malta, per citare un solo esempio, è uno dei grandi capolavori non soltanto di Roma ma di tutta l'architettura occidentale. Il passaggio da "disabitato" a parte integrante della città, agli inizi del Novecento, indagato negli studi sull'iconografia storica, sulle prime ricognizioni fotografiche, e sulle diverse fasi di urbanizzazione moderna, non ha cancellato totalmente l'atmosfera particolare del colle, tuttora immerso in un'aura di quiete a tratti ancora rurale.
