Libri di Salvatore Santo Signorelli
Biografia e opere di Salvatore Santo Signorelli
Tromboembolismo venoso
Salvatore Santo Signorelli
editore: Idelson-Gnocchi
pagine: 186
PREFAZIONEÈ con grande piacere che ho accolto l’invito del Professore Santo Signorelli ad introdurre questo pregevole volume intitolato “IL tromboembolismo venoso” redatto dal Prof Signorelli e dal suo gruppo.Mi ha guidato nella redazione di questa prefazione la grande stima professionale ed umana per il Prof Signorelli, con cui mi pregio di condividere grande stima professionale ed umana e che , nel suo approccio vascolare alle tematiche della Medicina Interna, ha rappresentato un modello, peraltro condiviso con la Scuola da cui mi pregio di appartenere e che è quella del Prof Antonio Pinto, legato al Prof Signorelli da quarantennale amicizia e affetto.Il tema è un tema classico della Medicina Vascolare e sono felice che il Prof Signorelli, un maestro ed un illustre esponente della Scuola Angiologica catanese e della Medicina Interna e Vascolare nazionale, abbia deciso di approcciare un tema così importante e di ampio respiro con un approccio rigoroso e scientifico affrontando tutti gli aspetti dalla fisiopatologia alla clinica fino all’approccio terapeutico, ma sempre con un approccio olistico e globale tipico della Medicina Vascolare.Il tromboembolismo venoso rappresenta ancora oggi una delle principali sfide della medicina moderna. La trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare costituiscono le manifestazioni cliniche di una stessa patologia, gravata da elevata morbilità e mortalità, ma che, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può essere sempre più efficacemente prevenuta, diagnosticata e trattata.Negli ultimi decenni la conoscenza dei meccanismi fisiopatologici che regolano la trombogenesi ha conosciuto un’evoluzione straordinaria. Allo stesso tempo, l’introduzione di nuovi strumenti diagnostici, di strategie di stratificazione del rischio e di terapie anticoagulanti innovative ha modificato profondamente l’approccio clinico al paziente con tromboembolismo venoso. Tuttavia, la crescente complessità delle condizioni cliniche, l’invecchiamento della popolazione, la presenza di neoplasie, malattie infiammatorie croniche e molteplici comorbidità impongono una continua revisione delle conoscenze e un aggiornamento costante della pratica clinica.Questo volume nasce con l’obiettivo di offrire una trattazione organica e aggiornata del tromboembolismo venoso, integrando le più recenti evidenze scientifiche con l’esperienza clinica maturata sul campo. Il lettore troverà un percorso che affronta la fisiopatologia, i fattori di rischio, gli aspetti epidemiologici, le metodiche diagnostiche, le strategie terapeutiche e la prevenzione, senza trascurare le problematiche dei pazienti complessi e le prospettive future della ricerca.Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra infiammazione, danno endoteliale e trombosi, ai biomarcatori emergenti e alle nuove frontiere della medicina personalizzata, nella convinzione che una migliore comprensione dei meccanismi biologici della malattia possa tradursi in una gestione clinica sempre più efficace e sicura.L’intento dell’opera è quello di fornire uno strumento di consultazione utile non soltanto agli specialisti in Medicina Interna, Angiologia, Chirurgia Vascolare, Ematologia ma per tutti gli specialisti e con questi penso agli oncologi ed ai chirurghi generali e oncologici che con le problematiche della malattia tromboembolica venosa si trovano frequentemente ad interagire.Profondamente convinto dell’’importanza che il volume “il tromboembolismo venoso” abbia per la comunità scientifica e medica che si interessa da varie prospettive di malattia tromboembolica venosa, auguro al Prof Santo Signorelli ed ai suoi collaboratori il successo che la loro opera sicuramente merita e che sono sicuro raccoglierà.Prof. Antonino TuttolomondoOrdinario di Medicina Interna,Dipartimento ProMISE, Università degli Studi di PalermoDirettore della UOC di Medicina Interna con Stroke Care, AOUP “P. Giaccone” Palermo.
PREFAZIONEScrivere la prefazione a un volume dedicato al tromboembolismo venoso significa confrontarsi con una delle patologie che meglio rappresentano la complessità della medicina contemporanea e, in particolare, dell’Angiologia e della Medicina Vascolare. Una condizione antica nella sua descrizione, profondamente radicata nei principi fisiopatologici della medicina vascolare e, al tempo stesso, in continua evoluzione per quanto riguarda la comprensione dei meccanismi biologici, la stratificazione del rischio, la diagnostica e le strategie terapeutiche.Ho quindi accolto con particolare piacere l’invito di Santo Signorelli a introdurre questo libro. Un piacere che nasce certamente dall’interesse scientifico per l’argomento, ma che possiede anche una dimensione più personale, legata alla nostra storia professionale e alla comune Scuola di Angiologia Medica dell’Università di Catania, nella quale abbiamo condiviso una parte importante della nostra formazione e che, pur nelle differenti esperienze successivamente maturate, ha profondamente segnato il nostro modo di intendere l’Angiologia, la Medicina Vascolare e, più in generale, la Professione Medica.Appartenere alla stessa Scuola, infatti, non significa soltanto avere condiviso luoghi, Maestri e percorsi formativi. Significa soprattutto riconoscersi in un metodo: una medicina fondata sull’osservazione del paziente, sul ragionamento clinico, sulla conoscenza della fisiopatologia e sulla capacità di non separare mai il dato strumentale dalla persona che abbiamo davanti. È una Scuola nella quale ci è stato insegnato che prima dell’esame diagnostico viene la domanda clinica, che prima della terapia viene la comprensione della malattia e che dietro ogni linea guida esiste sempre un paziente con caratteristiche, bisogni e fragilità propri.Con Santo condividiamo questa impostazione e, lasciatemi aggiungere una nota più amichevole, anche quella curiosità clinica che talvolta porta due Angiologi a continuare a discutere di un caso ben oltre il tempo strettamente necessario, magari partendo da un’ecografia, passando per la coagulazione e finendo inevitabilmente a parlare dell’endotelio. È forse uno dei segni più autentici dell’appartenenza a una stessa Scuola: si possono percorrere strade professionali differenti, ma il linguaggio della Medicina Vascolare rimane sorprendentemente familiare.Il tromboembolismo venoso rappresenta, da questo punto di vista, un terreno ideale di confronto. La storica triade di Virchow continua a costituire un riferimento fondamentale, ma la moderna conoscenza della trombosi ci mostra oggi una realtà biologica assai più articolata. Endotelio, coagulazione, piastrine, leucociti, infiammazione, immunità e condizioni emodinami che partecipano a un sistema complesso di interazioni. Il concetto stesso di trombosi venosa si è progressivamente ampliato, fino a comprendere quella dimensione di tromboinfiammazione e immunotrombosi che consente di interpretare in maniera più moderna molti degli scenari clinici incontrati quotidianamente.Uno dei meriti del volume è proprio quello di partire dai fondamenti fisiopatologici senza fermarsi ad essi. Il lettore viene accompagnato lungo un percorso che affronta l’infiammazione e la trombogenesi, la trombofilia, l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda, per estendersi alla prevenzione, al ruolo fondamentale degli ultrasuoni nella diagnosi e alla sindrome post-trombotica. Ampio spazio viene inoltre dedicato a contesti clinici nei quali la gestione del tromboembolismo richiede competenze specifiche, come la gravidanza, le neoplasie, l’età pediatrica, la sindrome da anticorpi antifosfolipidi e le trombosi in sedi meno frequenti, fino ad aprire una finestra sulle prospettive innovative rappresentate dai nanomateriali teranostici.Questa impostazione restituisce bene la vera natura del tromboembolismo venoso: non una singola malattia, ma una sindrome clinica trasversale, capace di attraversare praticamente tutte le branche della Medicina. Il TEV riguarda Il Medico Vascolare, il Medico d’Urgenza e il Cardiologo, l’Oncologo e l’Ematologo, il Ginecologo e il Pediatra, il Chirurgo e il Medico di Medicina Generale. Proprio per questo la sua gestione richiede oggi non soltanto conoscenze aggiornate, ma una reale capacità di integrazione multidisciplinare.In questo contesto, l’Angiologia occupa una posizione del tutto particolare. Per la sua naturale vocazione alla lettura unitaria delle patologie vascolari, per la centralità della diagnostica vascolare non invasiva e per la capacità di seguire il paziente dalla fase diagnostica a quella terapeutica e al follow-up, essa rappresenta uno degli ambiti nei quali la visione complessiva del paziente con malattia tromboembolica trova la sua più concreta espressione.La disponibilità di terapie anticoagulanti sempre più efficaci e maneggevoli potrebbe talvolta indurre a considerare il trattamento del TEV relativamente semplice. La pratica clinica ci insegna esattamente il contrario. La scelta dell’anticoagulante, la definizione della durata della terapia, la valutazione del rischio emorragico e di quello di recidiva, la presenza di neoplasia, gravidanza, insufficienza renale, trombofilia o sindrome da anticorpi antifosfolipidi trasformano ogni decisione terapeutica in un esercizio di Medicina personalizzata.A ciò si aggiunge un aspetto che, per noi Medici Vascolari/Angiologi, riveste particolare importanza: la storia del paziente con trombosi non termina con la prescrizione dell’anticoagulante. Il follow-up, la valutazione clinica ed ecoColor Doppler del sistema venoso, la prevenzione e il riconoscimento della sindrome post-trombotica, la gestione delle sequele e l’educazione del paziente rappresentano parti integranti del percorso di cura. È questa, in fondo, una delle caratteristiche più autentiche dell’Angiologia: seguire la malattia vascolare nella sua evoluzione, senza limitarne l’osservazione al singolo evento acuto.È proprio questa visione complessiva a rendere il libro particolarmente utile. Non si tratta semplicemente di raccogliere nozioni sul tromboembolismo, ma di offrire al lettore gli strumenti per comprenderne la continuità biologica e clinica: dal momento in cui il trombo si forma alle sue possibili conseguenze, dalla fase acuta alla gestione a lungo termine.Ritrovo in queste pagine un altro elemento della nostra comune formazione Angiologica: la convinzione che la fisiopatologia non sia un esercizio accademico, ma uno strumento concreto per fare meglio Medicina. Comprendere perché si forma un trombo significa essere più capaci di prevenirlo, diagnosticarlo e curarlo. Significa anche comprendere perché la stessa malattia possa assumere significati molto diversi in pazienti apparentemente simili.Con gli anni, e forse questo è un privilegio che solo il tempo professionale concede, ci si accorge che gli insegnamenti più importanti ricevuti dalla propria Scuola Medica e Angiologica non erano necessariamente quelli contenuti in una diapositiva o in un trattato. Erano il rigore nell’osservazione, il dubbio prima della certezza, la disponibilità al confronto e, soprattutto, il rispetto per il paziente. Ritrovare questi principi nel lavoro di un Collega e Amico con il quale si condividono radici formative rende il compito di scrivere queste righe particolarmente piacevole.A Santo va quindi il mio apprezzamento per avere voluto affrontare, insieme agli Autori che hanno contribuito all’opera, un tema tanto vasto e complesso con una prospettiva che unisce basi biologiche, pratica clinica e apertura verso l’innovazione. È un modo di fare medicina e di intendere l’Angiologia nel quale mi riconosco e che, ne sono certo, riconosceranno anche molti Colleghi cresciuti nella nostra stessa Tradizione Professionale.Mi auguro che questo volume possa rappresentare per i Colleghi più giovani uno strumento per approfondire una patologia che incontreranno in numerosi momenti della loro vita professionale e, per quelli con maggiore esperienza, un’occasione di aggiornamento e di riflessione. Mi piace pensare, tuttavia, che possa avere anche un ulteriore valore: ricordarci che, nonostante l’enorme sviluppo della tecnologia e della farmacologia, la Medicina rimane soprattutto una disciplina fatta di conoscenza, esperienza, confronto e passione.Quella stessa passione che, molti anni dopo gli inizi, continua a farci discutere di un paziente, di un’immagine ecografica, di un meccanismo fisiopatologico o di una nuova evidenza scientifica con l’entusiasmo di quando muovevamo i primi passi nella Scuola di Angiologia Medica dell’Università diCatania. Una scuola che ci ha trasmesso non soltanto conoscenze e competenze, ma soprattutto un metodo clinico e un modo di guardare al paziente vascolare che, ancora oggi, rappresentano un patrimonio professionale e umano comune.Ed è forse questo, oltre al contenuto scientifico, il miglior augurio che si possa fare a un libro di Medicina: trasmettere conoscenza, mantenere viva la curiosità di chi cura e consegnare alle nuove generazioni il patrimonio di una disciplina, l’Angiologia, che ha fatto della visione complessiva del paziente vascolare la propria più autentica identità.Romeo MartiniPresidente SIAPAVDirettore dell’Angiologia Medica dell’AULSS 1 Dolomiti
INTRODUZIONELe motivazioni che inducono a scrivere un libro (monografia) sono diverse: l’attenzione per un tema, la convinzione di avere maturato esperienza sulla materia, di avere acquisito progressivamenteconoscenza dell’argomento, la volontà di fare sintesi di conoscenza ed esperienza acquisite negli anni di attività.Tutte quante le ragioni sopracitate si avvertono in unicum, quando il percorso di lavoro sta volgendoal termine e si giunge al traguardo della quiescenza.Non si presume di sapere tutto il possibile su di un argomento, si vuole realizzare un testo che si spera possa essere utile ed utilizzabile da coloro che necessitino di uno strumento culturale agile, per quantopossibile completo ed analitico che consideri le differenti sfaccettature di argomenti spesso complessi e multiformi.Sono state queste le motivazioni che mi hanno convinto a realizzare un testo monografico dedicatoal Tromboembolismo venoso, questione clinica che giudico di rilievo sul piano epidemiologico, emergentestante la intrinsecità del tromboembolismo venoso con numerose patologie ed ancora considerato che sultromboembolismo venoso si gioca una partita che coinvolge sanitari di varie specialità a cui spetta difare sintesi tra la ratio fisiopatologica, la conoscenza e l’esperienza di strumenti tecnologici semplici odavanzati.Negli anni di lavoro clinico, ho dedicato molta attenzione al tromboembolismo venoso che è statoanche focus nella mia attività di ricerca di base ed applicata alla clinica.Mi sono quindi determinato a scrivere un testo organico, dedicato al Tromboembolismo venoso, neavvertivo l’esigenza stante l’assenza testi di più recente edizione.Ho coinvolto Colleghi autorevoli ed esperti, che con cortesia ed amicizia hanno contribuito arealizzare i capitoli del libro.A ciascuno di loro, esprimo un sincero ringraziamento cogliendo l’occasione per sottolineare che sideve a loro tutti la qualità del libro.Al momento in cui il testo sul Tromboembolismo venoso vede la luce, devo esprimere la miasoddisfazione per la produzione di un opera che segnala partitamente la fisiopatologia, la semeiologica, ladiagnostica e l’approccio terapeutico delle differenti “forme” della patologia trombotica venosa.Dedico questo lavoro, innanzitutto alla mia famiglia, a mia moglie ed ai miei figli cui sono debitoreper l’affetto che mi dimostrano.Una dedica particolare, per miei amati genitori di cui ogni giorno sento la mancanza ed ai qualidevo immensa gratitudine per i loro sacrifici e le tante lezioni di vita.Dedico anche, ai tanti Colleghi ed Amici per la stima che negli anni mi hanno dimostrato e daciascuno dei quali ho potuto apprendere qualcosa che mi è stata utile.Salvatore Santo Signorelli
Punti di Forza
Dai fondamenti fisiopatologici della trombosi, si illustra un percorso che affronta l’infiammazione e la trombogenesi, la trombofilia, l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda.
Si propone sempre un importante riferimento alla prevenzione.
Utile l’approfondimento mirato al ruolo fondamentale degli ultrasuoni nella diagnosi e alla sindrome post-trombotica.
Ampio spazio dedicato a contesti clinici nei quali la gestione del tromboembolismo richiede competenze specifiche (gravidanza, neoplasie, età pediatrica, sindrome da anticorpi antifosfolipidi e le trombosi in sedi meno frequenti).
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra infiammazione, danno endoteliale e trombosi, ai biomarcatori emergenti e alle nuove frontiere della medicina personalizzata.
Sono introdotte prospettive innovative rappresentate dai nanomateriali teranostici.
